Google Italia accusato di evasione fiscale per 50 milioni di euro
Inserito da: Alessandro Venturi • Giu 5th, 2008 • Categoria: Web e Diritto
Che la gestione dell’IVA di Google Adwords fosse piuttosto singolare lo sapevano da tempo tutti gli inserzionisti italiani. Ora però la Procura di Milano ha accusato i vertici di Google di avere omesso di dichiarare introiti per circa 240 milioni di euro, corrispondenti a 50 milioni di euro di tasse, derivanti dalla raccolta pubblicitaria in Italia. Com’è noto, l’impero di Google è basato proprio sugli introiti pubblicitari derivanti dai link sponsorizzati pay per click.
Secondo le indagini svolte negli scorsi mesi dalla Guardia di Finanza, le attività di Google in Italia sarebbero state contabilizzate in Irlanda, nuovo paradiso fiscale europeo dove hanno aperto sedi di molte multinazionali, e negli Stati Uniti. Questo nonostante il fatto che Google Italia ha una struttura stabile, tenuta a pagare le imposte in Italia come ogni altra azienda.
Entro i prossimi 20 giorni i responsabili di Google potranno richiedere di essere ascoltati, Nel frattempo la casa di Mountain View ha emesso il seguente comunicato:
“Google Italy è stata costituita cinque anni fa e rappresenta una struttura di supporto e consulenza alle aziende italiane per l’utilizzo delle piattaforme digitali e la comunicazione relativa ai prodotti consumer. Google Italy svolge una funzione essenziale per la divulgazione della conoscenza di Internet a beneficio anche di tutto quel settore dell’economia italiana che opera su Internet. Come le altre aziende presenti in più paesi, Google paga le proprie tasse in Italia ed in Irlanda secondo le norme di legge in vigore, alle quali si attiene in modo rigoroso. Continueremo a collaborare con le autorità fiscali italiane per dimostrare che abbiamo dichiarato e pagato le tasse nel modo più corretto. Google ha applicato le norme di legge secondo la corretta interpretazione a livello nazionale ed internazionale. L’amministrazione finanziaria ha fornito una propria lettura sotto il profilo squisitamente fiscale. Dal punto di vista penale non sussiste nessun reato, e la procura di Milano ha già archiviato in casi analoghi”.
Alessandro Venturi
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