Google: il potere dei dati
Inserito da: admin • Giu 15th, 2007 • Categoria: Web e Diritto
Dopo le pressioni esercitate dall’Unione Europea, il motore di ricerca più utilizzato al mondo ha deciso di limitare a un anno e mezzo la permanenza nei propri database dei dati relativi ai singoli utenti europei.
Questo provvedimento va a toccare aspetti delicati del web: non solo la gestione dei dati sensibili degli utenti, ma soprattutto le preferenze, gli usi e i costumi degli internauti.
Fino ad ora Google offriva questo regolamento a coloro che decidevano di avvalersi dei servizi offerti:
- Possiamo usare i dati personali per fornire i servizi che avete chiesto, ivi inclusa la visualizzazione di contenuti personalizzati e della pubblicità .
- Possiamo anche usare i dati personali ai fini di controllo, ricerca ed analisi per gestire e migliorare le tecnologie ed i servizi di Google.
- [...]
- Quando ci serviamo di terzi per farci aiutare nel trattamento dei vostri dati personali, chiediamo a tali terzi di rispettare le nostre Norme sulla privacy e qualunque misura di riservatezza e sicurezza necessaria.
Ad oggi questa norma così generica non dava nessun limite sui dati dell’utente. Sostanzialmente, la decisione presa in questi giorni da Google è di limitare nel tempo (18 mesi) ciò che deriva da questo contratto. Dunque dopo un anno e mezzo verrà cancellato il nome a fianco all’elenco di preferenze che l’utente ha generato nel tempo.
Vorrei far notare che da questi provvedimenti è esclusa la gestione dei dati aggregati non personali.
I dati aggregati non personali sono le statistiche di navigazione degli utenti di Google, in cui non compaiono i nomi e cognomi.
Finora, a riguardo, le norme del contratto si limitavano a dichiarare:
- Possiamo condividere dati aggregati non personali con terze parti esterne a Google.
Queste indicazioni danno a Google pressochè illimitate possibilità di utilizzo dei dati non personali, dando per scontato l’utilizzo l’interno e ritendoli come proprio patrimonio.
Le restrizioni europee non limitano nei fatti l’azienda di Mountain View, ma tutelano la privacy dell’utente. Google, quindi, rimane in pieno possesso di dati statistici utili per tracciare una panoramica precisa e, soprattutto, reale dei gusti e delle abitudini degli utenti – consumatori. C’è da scommettere che nessuna agenzia di statistica al mondo è in possesso di dati così qualificati ed attendibili.
Se pensiamo che Google non solo immagazina i dati dei fruitori delle ricerche sul motore, ma ha accesso ai dati derivanti dalla gestione delle campagne Adwords, alle statistiche di Analitycs, al traffico legato agli spazi pubblicitari grafici e video (la recente acquisizione di DoubleClick), allora ci rendiamo conto dell’enorme capitale che l’azienda statunitense che ha acquisito e sta continuando ad acquisire.
Non credo si prospetteranno mai scenari orwelliani, ma penso che sempre più l’azienda Google stia affermando il proprio ruolo su questioni economiche e politiche mondiali.
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